Il narcisista e le dipendenze: l’anestesia emotiva e il bisogno disperato di non sentire

Il narcisista e le dipendenze: l’anestesia emotiva e il bisogno disperato di non sentire

“La droga è la speranza di chi speranza non ne ha più.”
Jim Morrison

keyboard-561016_960_720O lavora o passa tutto il suo tempo al computer. Credo che giochi d’azzardo o in borsa. Va nel suo studio e mi taglia fuori. Paff! E io sono sparita dai suoi pensieri. Esiste solo lui e quel maledetto computer. Io mi sento trasparente”.

 

Giulia, una mia conoscente sposata con un narcisista, mi descrisse bene quel senso di solitudine ed estraneità che provano spesso le donne quando i loro compagni si allontanano, persi in attività di cui loro non possono far  parte. Quando cioè il narcisista si sposta in una modalità a lui cara: il Consolatore distaccato.

Infatti, mentre davanti agli altri il narcisista tende ad indossare la maschera del presuntuoso, riuscendo a divenire insopportabile (spesso), brillante e eloquente (a volte), quando è solo e non può ricevere ammirazione da nessuno le cose cambiano. La maschera non ha più ragione di essere. E il narcisista così transita automaticamente in quella che è l’altra sua modalità per distrarsi e bloccare le emozioni: la parte di sé che lo distacca dalle emozioni.

Non c’è più un pubblico incantato che lo fa sentire adeguato e competente, allora deve trovare un altro modo per non sentire i sentimenti di solitudine e inadeguatezza che da un momento all’altro possono emergere dagli abissi dell’inconscio. Deve arginare la diga emozionale e non ha nessuno che lo aiuti. Che fare, quindi? Ecco che il narcisista attiva il Consolatore distaccato appena inizia a sentirsi vuoto, annoiato e depresso.

slotLa parte della personalità Consolatore distaccato, come suggerisce il nome, ha il compito di dargli sollievo rispetto a noia e tristezza, distaccandolo da questi dolorosi stati d’animo, sempre in agguato in lui.

E così il narcisista inizia ad intraprendere attività a cui si dedica in modo ossessivo e di cui a poco a poco non potrà più fare a meno. Tutte con una funzione stimolante o calmante. E’ come se avesse sempre bisogno di qualcosa di esterno per aumentare o diminuire l’arousal, il livello di attività del sistema nervoso.

Tra le attività eccitanti più frequenti troviamo: il gioco d’azzardo, il super-lavoro, le speculazioni in borsa, gli sport rischiosi, il sesso occasionale, l’uso di materiale pornografico o sesso virtuale, oppure il consumo di sostanze come alcol e cocaina. Solitamente con il passare del tempo i narcisisti mettono in atto sempre più spesso queste dipendenze che possono diventare devastanti attività autodistruttive.

Altri pazienti, invece, cercano sollievo nel fare cose che hanno più una funzione calmante: giocano al computer, mangiano continuamente, leggono compulsivamente, guardano la tv per ore, si dedicano alle fantasticherie.

tvDalla mia esperienza, le attività stimolanti sono più tipiche dei narcisisti manifesti o overt, mentre quelle calmanti di quelli covert o nascosti. Entrambe  servono comunque allo stesso scopo: distrarsi dal dolore associato ai sentimenti di solitudine, non amabilità e inadeguatezza, che potrebbero divenire consapevoli nel momento in cui gli altri non sono presenti e non possono sostenere con l’ammirazione  il fragile Io del narcisista.

Ho anche notato che spesso le partner dei narcisisti raccontano che, più si consolida la relazione, più tempo il narcisista trascorre nelle attività distraenti. Man mano che il processo di svalutazione del partner avanza, i narcisisti si allontanano gradualmente dalle loro compagne e si dedicano a queste  attività solitarie.

E’ come se via via che la propria compagna perde il proprio ruolo e smette di essere per lui una fonte di approvazione e nutrimento, il narcisista abbia sempre più bisogno di chiudersi in se stesso e cercare attività distraenti piuttosto che rivolgersi alla propria partner.

umbrella-783685_960_720Torna a casa e passa tutta la serata a guardare le partite sui canali a pagamento. Io per lui non esisto più. Non so più che fare. Mi scansa ogni volta che cerco di parlargli e iniziare un dialogo. Mi sento uno schifo. Sono completamente impotente”.

Queste le parole di Chiara, la matura moglie di un professionista famoso con tratti spiccatamente narcisistici.

Parole di dolore, solitudine e impotenza tipiche di quando in una relazione si sparisce (improvvisamente) dai pensieri dell’altro. L’amara sensazione di sentirsi tagliate fuori, di divenire pallide comparse in un film in cui si era state un tempo le protagoniste principali.

Barbara Cicconi, Blog mind.

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