La famiglia del narcisista: il figlio del riscatto

La famiglia del narcisista: il figlio del riscatto

 

famiglia del narcisistaLa mia famiglia era di origini contadine e io ero l’unico figlio che dopo il liceo classico era riuscito a laurearsi e diventare un professionista. Mio fratello era stato bocciato in primo superiore e mia sorella aveva avuto come unica aspirazione quella di trovare un buon partito. Rimanevo io a riscattare le sorti della mia famiglia”.

Queste le parole di Alessandro, un algido e coartato professionista che conobbi in un corso di formazione per genitori. Durante l’intervallo mi chiamò in disparte e con un improvviso moto di tristezza, mi accennò la sua triste storia, sviscerata grazie all’aiuto di un terapeuta che lo stava assistendo durante il burrascoso divorzio da sua moglie.

Sfruttamento e manipolazione sono temi frequenti nelle famiglie d’origine dei narcisisti, che fin da piccoli si trovano spesso a sentirsi in dovere di soddisfare i bisogni di riscatto sociale dei loro genitori.

E così diventano i “figli scelti”. Scelti a discapito di fratelli messi all’angolo perché colpevoli di non brillare dei loro stessi talenti di intelligenza o bellezza. E si crea quindi spesso in queste famiglie uno squilibrio tra il “fratello sfigato”, quello su cui nessuno punta, e il “fratello scelto”, quello brillante e talentuoso, da stressare.

famiglia del narcisista successoPurtroppo spesso entrambi i fratelli, seppur in modo diverso, sono stati condannati all’infelicità, sacrificati sugli altari di un’antica insoddisfazione familiare che ha bisogno di una risoluzione.

Spesso quindi i narcisisti, a causa (o per colpa) di evidenti doti innate, sono stati bambini manipolati  e utilizzati dai genitori per compensare un loro senso di inferiorità irrisolto. E la soluzione diventa puntare sulla realizzazione lavorativa, sociale, economica del loro “figlio prediletto”, messo in gabbia dagli stessi carcerieri che ne inneggiano al trionfo, spesso narcisisti anche loro.

Mia madre stravedeva per me. Ero il suo bambino perfetto e lei amava pavoneggiarsi davanti a parenti e amici per far vedere quanto fossi bravo a recitare le poesie a memoria o a fare i conti. Poi improvvisamente, quando era caduto il
sipario e non c’era più il pubblico, io non ero più importante. Non più un gesto d’affetto fino al prossimo giro, al prossimo sipario alzato
”. Così continua Alessandro, accennando al rapporto con la madre.

perfezione famiglia del narcisistaSpesso i narcisisti stessi da adulti continuano a rimanere inconsapevoli delle manipolazioni di cui sono stati oggetto nell’infanzia, in un’età in cui i bambini non hanno strumenti di difesa, ma possono solo limitarsi a divenire quell’essere perfetto desiderato dai genitori.

Ho avuto un’infanzia felice e dei genitori perfetti. Non serve che le parli di questo”, spesso si sente dire da molti increduli pazienti nel momento in cui si cerca di scandagliare il passato per cercare di capire il clima emotivo in cui sono vissuti.

E subito scattano le difese: i muscoli si irrigidiscono, gli occhi diventano vitrei e  le mascelle si serrano come trappole attivate. Il narcisista si sta difendendo. Si difende dal dolore di sapere che forse i suoi genitori non sono stati così perfetti, ma lo hanno pressato con messaggi diretti e indiretti affinché diventasse un vincitore, non un individuo felice. Forse l’hanno invece imprigionato, costringendolo a percorrere un sentiero non suo.

I narcisisti spesso nelle loro famiglie hanno ricevuto più ammirazione che amore autentico, più approvazione condizionata che affetto disinteressato. E anche per questo da adulti continuano a desiderare più stima e ammirazione  che amore vero. E’ qualcosa di familiare, quello che più spesso hanno sperimentato.

famiglia del narcisista infeliceQuel bambino doveva essere perfetto per sentire di meritare la vicinanza del genitore. E’ come se avesse imparato a pensare “Mi sento speciale se soddisfo le aspettative. Sennò sarò ignorato e privo di valore”.

Immaginiamo quanto sia instabile un senso di sé condizionato dal consenso e dallo sguardo di approvazione degli altri. L’ammirazione nel tempo diviene come una droga e senza la stima dell’altro il narcisista pensa come di non esistere o essere solo uno “sfigato”.

La lotta è contro la mediocrità e il fallimento. Questo il triste mantra del narcisista: “O sono super e ottengo l’attenzione delle persone per me più importanti o rimarrò solo e senza nessuno”. Non ci sono vie di mezzo né sfumature.

Un bambino spesso manipolato quindi il narcisista, a cui è stato chiesto di rinunciare ai propri bisogni infantili per seguire i sogni di riscatto dei propri genitori. Un bambino che ha ricevuto amore condizionato, nonostante i genitori gli abbiano ripetuto spesso quanto lo amassero.

Barbara Cicconi, Blog mind.

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